Asilo Nido: si o no?

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Scegliere di mandare il proprio figlio all’asilo nido non è una scelta scontata.

 

Per alcuni è una scelta obbligata, subita ma inevitabile perché entrambi i genitori lavorano, i nonni sono lontani o non operativi e una baby-sitter per tutte quelle ore è un salasso.

Per altri è una scelta da non considerare perché il bimbo sta con i nonni così non si ammala, così ci costa meno, tanto non si relaziona finta i tre anni e poi va già al parco.

Per altri e, tra questi, ci siamo anche noi, è una scelta consapevole e sentita, oltre che l’unica realmente possibile, obietteranno in molti.

Asilo Nido: per noi è un SI!

Le ragioni che ci hanno fatto optare per portare tutti e tre al nido sono state soprattutto ragioni educative e formative.

Nella nostra logistica sia Anna che Tommi avrei potuto tenerli io a casa perché o non lavoravo o  lavoravo da remoto ma abbiamo scelto di far domanda d’iscrizione.

Perché iscrivere un figlio al nido?

 

Abbiamo scelto di fare questo salto, non solo perché io avevo bisogno via via di staccarmi, dalla routine full time di mamma e avere spazi e tempi miei, ma soprattutto perché credevamo entrambi nel valore per i nostri bimbi:

dello stare in una routine serena e collaudata con altri bambini,
di uno spazio studiato, protetto e attrezzato a misura bambino
di una figura educative extra familiari, le maestre che ci avevano convinto e a cui sentivamo di poter dar fiducia e spazio.

Il nido come ” mezzo per uscire dalla ipertrofia narcisistica ed onnipotente che il bambino vive fino ai 3 anni”. Uppa.it

 

Ho apprezzato molto l’approfondimento che ho letto in Uppa.it sulla scelta del nido sempre meno diffusa e invece sollecitata come “fondamentale per lo sviluppo del bambino”.

Asilo Nido = Una Collettività  stimolante dal punto di vista linguistico, sensoriale, relazionale ed emotivo.

Oggi ho potuto regalare a me e Leonardo, alla viglia del suo terzo (già?!) compleanno una mattinata insieme al nido.

Siamo entrati in sezione assieme alle 9.30 e poi abbiamo vissuto la sua routine, insieme.

Ne sono uscita emozionata, serena, galvanizzata, col cuore pieno d’amore per Leo e di gratitudine per la qualità del servizio comunale e delle maestre, in particolare.

Mi sono trovata davanti un gruppo di bambini coeso, sereno, autonomo e rispettoso delle regole e dei confini della collettività e della logistica di ritmi e spazi scanditi e condivisi.

Bambini dai 18 ai 36 mesi in grado di star seduti ad ascoltare il momento della lettura prima dell’esperienza sensoriale-pittorica, dopo aver appena fatto al merenda seduti composti.

Bambini capaci di aspettare il proprio turno per scegliere che libro leggere dopo una filastrocca-conta condivisa che decretava il bambino che avrebbe scelto uno dei 3 libri letti e di reagire alla lettura in modo partecipe e spassosissimo.

Leonardo è stato uno dei 3 bambini scelti nella conta e ho scoperto con lui un libro tattile molto divertente e coinvolgente che non conoscevo: “Mostro, mostro dove sei?”

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Subito dopo, tutti hanno indossato la maglia dei magici pittori e hanno dipinto con i tappi di sughero e ognuno di lavoro aveva il suo stile: chi timbrava, chi usava i colori singolarmente, chi li mescolava tutti e chi preferiva, come Leonardo, usare il tappo come un pennello.

Tutti erano assorti, concentrati e divertiti nell’attività e condividevano i colori e le scoperte.

C’è stato anche chi ha usato le mani come strumento di pittura e si è colorato fino al gomito.

Che goduria poter vivere queste esperienze in un ambiente dedicato e preposto!

Tutti noi presi nella corsa quotidiana, ci evitiamo un paciugo simile se possibile, e vederli così liberi ma strutturati, mi è piaciuto tantissimo.

Una alla volta si sono tutti ripuliti e sono andati negli angoli cucina e macchinine in attesa del pranzo.

Nel gioco libero ho scoperto un Leonardo che non vedo spesso.

Un Leonardo calmo, gentile, non reattivo quando altri gli si opponevano o non volevano condividere un gioco o uno spazio.

Ho visto bambini giocare bene e in autonomia, risolvere piccoli conflitti in modo istintivo e poi misurato.

Ho scoperto che Leo ama stirare…e ama farlo guardando dalla finestra con un che di poeta-artista.

Molto bene amore della mamma, aspetto presto un compagno di stiro!

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Ho visto Leonardo con occhi nuovi, in un contesto meno alterato di quello familiare, con i conflitti classici e frequenti tra i tre fratelli, con i capricci e le lune, le corse e le stanchezze.

Ho visto un Leonardo che avevo forse solo intuito e che sa fare molte più cose da solo di quanto mi aspettassi, che si muove disinvolto, sicuro e pronto, in un ambiente non suo, come la casa e che vive in totale serenità, tutti i momenti salienti della sua routine, che li ha interiorizzati e li padroneggia.

Ho visto il Leonardo amico, atteso e accolto dagli amici dopo la febbre, un Leonardo che si versa l’acqua da solo con una piccola caraffa e si serve da solo il cibo dal vassoio.

Ho visto il mio bimbo della Luce, splendere, ancora di più, se è possibile  e ne sono stata così entusiasta!

 

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( scrivevo di te, dopo un anno, ed era come se ci fossi da sempre! )

Buon 3° Compleanno a te che quando posi quella manina su di me e ti addormenti hai il potere di fermare tutto il mondo, in quell’attimo e di restituirmi tutto il fiato che ho perso per paura, prima che arrivassi, prima che ci scegliessimo e prima che tu fossi l’unica scelta possibile, la più bella scelta della mia vita.

Grazie Leo!

Tanti auguri Biondo!

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2 Commenti

  1. Cristina
    Postato 11/04/2018 at 10:01 am | Permalink

    Caro il nostro sole splendente….Auguri dalla nonna Cri perdutamente innamorata

  2. Postato 14/04/2018 at 4:30 am | Permalink

    Grazie, sei troppo carina!! :***custom writings

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