Occhio ( di mamma )

 a cura di Giusy Celestini

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L’altra sera a cena, io e l’Uomo con la barba (il mio compagno) parlavamo di quanto la natura sia saggia e indipendente, autonoma e desiderosa di cavarsela da sola senza supporti eterni di affiancamenti e tutoraggi di sorta. Nel particolare, si parlava di una giovane mamma Jack Russell e della sua splendida cucciolata, venuta alla luce poco più di due mesi fa e già in grado di essere data in adozione e di iniziare una nuova vita, senza mamma al fianco.

 

Io: “Beh, vedi? Quasi quasi le mamme umane dovrebbero imparare dalle mamme a quattro zampe. Non mi dispiacerebbe se un mio futuro figlio, ad un certo punto, pensasse bene di andarsene per conto suo”

Lui: “Sei sicura?”

Io: “Ma sì, certo! Perché no?”

Lui: “A che età?”

Io: “Non so, sedici anni. Prende e va via, va a realizzarsi in ciò che desidera, fuori di casa”

Lui: “Ti ci vorrei vedere. Guarda che ti registro e poi ne riparliamo, eh?”

Io: “E che ci sarebbe di così strano, scusa?”

Lui: “Ti posso dire come la penso? A te, da mamma, peserà riconoscere che addirittura ti farà male saperlo a dormire a casa del compagno di scuola! Figuriamoci se saresti felice di vederlo andare via di casa a sedici anni!”

 

E in effetti già solo a rifletterci con una certa attenzione, una morsa allo stomaco (di quelle da rimanerci secca all’istante), mi colpisce come un tir lanciato ad altissima velocità in autostrada. Ma tento di non scompormi troppo, persevero nel mio iniziale pensiero e cerco di trovare incoraggianti spunti.

 

Io: “Che male ci sarebbe a rimanere a dormire a casa di un compagno di scuola? Certo, pensa che bello se poi questo compagno si chiamasse Frederick e parlasse in maniera corretta senza alcuna inflessione …”

Lui, ride: “Sì, certo. E’ pieno di Frederick, in questa città! Piuttosto, è più facile che vada a dormire a casa der Catena, Giusy. Fattene una ragione”.

 

Già.

La natura è davvero una sorprendente fonte di meraviglia e stupore, soprattutto quando si parla di figli. Non ci sarà mai nessuna mamma Jack Russell che si affannerà a trovare un Frederick compìto e a modino per farlo diventare amico stretto del proprio cucciolo, né ce ne sarà un’altra che inorridirà al pensiero che er Catena possa diventare l’amico del cuore di uno dei suoi pargoli. Mamma Jack Russell li mette al mondo, li ama, se ne prende cura il tempo necessario e poi “per favore, toglietemeli di mezzo, che non li voglio più vedere!”. Fine. Senza ripensamenti o attanaglianti sensi di colpa. Mentre io, che mamma ancora non lo sono, sogno un bambino che mi parli tutto il tempo di un Frederick suo amico, che porti magliette alla marinaretta fino ai ventun’anni, che non sappia cosa sia una playstation o un iPad, che corra tutto il tempo a perdifiato sui prati, che si sbucci di continuo le ginocchia, che giochi con le mollette da bucato, che odori di pastelli a cera e che non abbia ALCUNA INTENZIONE di provare fascino e ammirazione per uno noto a tutti come er Catena. E se mai (per assurdo) dovesse accadermi una catastrofe simile (perché per me si tratterebbe di una catastrofe a tutti gli effetti), mi auguro che nessuno me lo sveli mai e che mi si lasci credere fino alla fine che esiste un Frederick educato e stiloso che vive nei sogni candidi di mio figlio anche quando candidi questi pensieri non lo saranno più. Sì, l’ho detto, preferirei non sapere. Ignorare. Credere in altro. Non sono pronta, non sarei pronta, lo so. Non sono una Jack Russell, purtroppo (accidenti a me!). Sarò una mamma terribilmente vigliacca, lo sospetto di già, che sogna un Frederick a braccetto col proprio figlio diletto.

 

 

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3 Commenti

  1. Postato 22/05/2014 at 12:09 pm | Permalink

    Non scoraggiarti…ma incomincia ad abituarti all’idea che molto probabilmente il tuo futuro cucciolo sarà dotato della capacità di smentire tutto o quasi tutto ciò che ora immagini. Bacionissimi:-D
    PS. Il tuo post è tenerissimo ♡

  2. Postato 22/05/2014 at 7:24 pm | Permalink

    Il post non l’ho scritto io ma la mia preziosa amica Giusy Celestini…
    io so già che vorrei saperli in giro per il mondo a costruirsi il loro futuro su misura e spero di sapergli dare gli strumenti per dire un giorno: “Buon Viaggio, piccola barca” citando la mia amata Lella Costa ;-)

  3. Giusy
    Postato 26/05/2014 at 8:21 pm | Permalink

    Grazie, Pinkg! :) pensa che mi strazio di sbattimento simili e ancora un figlio non ce l’ho. Non oso pensare cosa accadrà quando sarò mamma. :D
    Bacioni!
    :*

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