L’auto sabotaggio

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Quando diventi genitore capisci cosa vuol dire guardare un bambino con affetto, benevolenza, riconoscimento e dirgli che merita di essere abbracciato e di avere tutta la tenerezza che potrai dedicargli.

La vera fatica è avere lo stesso sguardo verso di noi.

 

Il nostro sguardo verso noi stessi può avere una subdola distorsione: l’auto sabotaggio.

 

Cos’è l’auto sabotaggio?

L’autosabotaggio è una pratica masochista che può implicare accettare compiti che non ci rappresentano e quindi poi le nostre vere aspirazioni saboteranno il progetto in questione e ci sentiremo estremamente FRUSTRATI.

L’autosabotaggio più sottile e pericoloso è mantenere un livello di autostima molto ma molto basso.

Questa scarsa autostima ci porterà ad affidarci un ruolo o un compito per cui potenzialmente non siamo preparati e competenti e poi ci confermiamo incapace oppure ci sovraccarichiamo di “doveri” e aspettative e saremo destinati a non farcela.

Il fallimento confermerà che non sono capace.

L’autosabotaggio è sabotare noi stessi, perché noi siamo i nostri peggiori giudici e committenti.

 

L’autosabotaggio è un sentimento distruttivo che ci porta ad evitare e procrastinare, fino ad auto avvolgerci in noi stessi e nel non sentirci capaci e a continuare con gli autosabotaggi in un ciclo disfunzionale difficile da spezzare.

L’autosabotaggio è restare legati ad un ruolo del passato che ci sembrava cucito su di noi e poi, per cause esterne, non possiamo più assolvere.

Quando io mi sono autosabotata?

L’autosabotaggio ha origini antiche in me, spiegazioni spicciole di psicologia potrebbero anche giustificarlo con pienezza ma io non voglio più giustificarlo.

L’autosabotaggio l’ho indossato come copione, sovente.

Sono diventata il mio capro espiatorio, carceriera e carcerata di me stessa, giudice giudicante che per paura di non essere all’altezza ha carburato decisioni e azioni con insicurezza e sfiducia.

Alcune, poche ma indimenticabili volte, ho vinto me stessa con una forza quasi sovrannaturale.

Ve l’ho detto alla noia che la chiusura di a little Market è stato uno dei lutti personali più duri da elaborare, anzi non l’ho ancora “lasciato andare”, non l’ho salutato con pace e sorriso.

Alcuni giorni fa, per un giochino innocuo come lo #10yearschallenge ho ripercorso dal 2009 le varie me, con i miei vari occhi e i miei diversi sorrisi e in una foto c’ero io nel mio ruolo lavorativo preferito, e una artigiana che stimo e a me molto cara mi ha scritto come commento in direct su Instagram:

“Basta però! Ti affossi così. E te lo dico perché lo faccio anche io. Basta pensare ai tempi che furono. Hai il sole dentro. Fallo uscire. Non è giusto che ti inchiodi da sola a qualcosa che mai tornerà. Passa una buona giornata!”

 

No pacche sulle spalle, ma scossoni…cerco ancora scossoni per non essere la mia peggior boicottatrice.

A little Market ormai mi era così familiare e mi sentivo così adeguata in quel ruolo, che senza mi sono sentita persa, senza ricordare quante volte già nella vita mi fossi reinventata…l’autosabotaggio si siede sulla familiarità e ti impedisce di rischiare, di cercare nuove forme, di evolvere.

Come agire contro l’auto sabotaggio?

Il primo passo da fare è rendersene conto, è una presa di coscienza che ci stiamo autosabotando che ci farà aggiustare la rotta.

 

Il secondo passo sarà abbandonare tutte le pratiche che non sono in sintonia vera con la nostra natura e a sentire una forza propulsiva intensa e pura di EVOLUZIONE, di desiderio, di tensione evolutiva.

 

Il fine dell’uomo è la FELICITA’ secondo Aristotele, ma va detto che pur essendo una condizione originaria dell’essere uomo, non è così facile essere felici, è un’ardua costante conquista che va mantenuta e conservata ogni singolo giorno.

Io ho finalmente deciso che mi voglio prendere per mano e ho cominciato visualizzando le pratiche quotidiane che mi aiuteranno a raggiungere quello che è il mio ideale di vita, anche se non so ancora quale sarà il mio prossimo ruolo lavorativo.

Sento che il mio è un vero risveglio.

C’è anche un MUDRA dell’autosabotaggio che vi consiglio di leggere e praticare, lo trovate qui.

 

 

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