Il mio matrimonio tutto handmade

- part 2 -

 … ed eccoci con la seconda ed ultima puntata

a cura di Giusy Celestini

per un matrimonio tutto handmade

per cui io faccio un tifo dichiarato!

 

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La parola bomboniera no, non mi è mai piaciuta. Tutto ciò che ci gira intorno, poi, anche meno. Questione personale, la mia. Per quella che è la mia esperienza, spesso nella scelta delle bomboniere si cela il peggior cattivo gusto visto in circolazione. Svuota tasche, mini teiere in finto argento, piccioncini di cristallo, fiori di Capodimonte … NO! Io proprio non ce la potevo fare, tant’è che in prima battuta la mia scelta si era posata su tutto il meraviglioso mondo dell’handmade dove centinaia di creativi appassionati e ispirati, hanno idee talmente geniali, essenziali, vere e straordinariamente belle da lasciare senza fiato. Ma poi anche qui mi sono detta che c’era qualcosa che avrei potuto fare io, che avremmo potuto fare NOI, affinché questo aspetto riconducesse alla nostra personalità e a quello che sono i nostri gusti. Abbiamo deciso di regalare libri perché la passione che ci spinge ad amarli, a leggerli, a parlarne per ore non poteva rimanere sopita. Ci è sembrato anche un buon pretesto per invitare alla lettura tutti coloro che magari lo fanno poco, o non lo fanno affatto, attraverso dei testi che fossero “nostri” e con un messaggio incoraggiante che nel sottotesto dicesse “L’ho letto, l’ho amato e te lo sto consigliando di cuore!”. Qui la difficoltà è stata SCEGLIERE. Come si fa a stabilire quali sono i libri che maggiormente ti rappresentano e che ti hanno condizionato/formato/rapito di più? Arduissima impresa, lo ammetto. Ma ce l’abbiamo fatta.

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In una vita diversa, o da grande, vorrei fare la confezionatrice di pacchetti. È una cosa che adoro a dir poco! Per presentare, dunque, i miei doni-bomboniera, ho pensato a dei sacchetti di carta bianchi (li ho comprati da un fornitore online). E poi con una buona punzonatrice, del nastro di raso preso in merceria, delle perle cabochon di vetro e della colla a caldo, ho tentato di rendere il tutto il più presentabile possibile.

 

 

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Si è pensato anche a dei sacchetti da recapitare ai non invitati, ai colleghi e a tutte quelle persone care che ci sarebbe piaciuto ci fossero ma che poi sono dovute, per forza di cose, rimanere fuori dalla nostra ristretta lista di invitati. E pure qui il complessissimo compito era quello di fare qualcosa che fosse poco inflazionato ma che esteticamente richiamasse alla nostra intenzione di essere comunque fuori dal solito, ecco. Quindi alla fine mi sono sbizzarrita e ho realizzato dei sacchetti colorati (mi piaceva l’idea che si scardinasse, in questo caso, la tradizione del bianco a tutti i costi). Sono stati il frutto di una mia accanita convinzione che mi vede pensare in modo nitido oggetti compiuti in materiali grezzi, in cose che non li lascerebbero trapelare affatto. Con una risma di fogli bianchi, di quelli che si usano comunemente per le stampanti, e una risma di fogli colorati (stessa grammatura, stesso formato), mi sono venuti in mente questi:

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Ho comprato in una merceria qualche metro di tulle. Poi dei confetti in torrefazione, nastrini e tanta fantasia. Insomma, devo essere sincera: appena realizzati ne ero entusiasta ma ho creduto fino in fondo che si trattasse semplicemente della soddisfazione per aver compiuto un “infausto” e faticoso compito (ne ho realizzati una settantina in tutto, tra le mille altre cose che c’erano da fare per il matrimonio e le altre diecimila che la vitagiusiaca mi richiamava a compiere, nel quotidiano) perché poi iniziarono a non piacermi più. Ma proprio per niente! Tant’è che quando consegnai il primo ad una mia collega e lei disse “Ma è bellissimo, dove lo hai comprato?” mi convinsi che forse non erano venuti così male come mi era sembrato successivamente, in preda ad una delle mie ricorrenti crisi di inadeguatezza cronica. Ed hanno avuto un grosso successo anche con tutti gli altri ai quali li ho consegnati. Alla fine potevo ritenermi soddisfatta: con poco (ma davvero poco) ero riuscita a realizzare dei piccoli ricordi (ritorna anche qui il tema dell’origami) non da buttare via. ;)

 

In sintesi: abbiamo in casa una marea di cose che cercano un nuovo modo per essere notate. La rivisitazione è ciò che più mi entusiasma in particolare, mi piace sempre pensare che non occorrano mai troppe risorse per realizzare oggetti la cui origine non è così facilmente riconducibile (nessuno, esclusi l’Uomo con la barba e le mie amiche più care, sapevano che questi sacchetti sono stati realizzati con dei semplici fogli A4. E nessuno se n’è accorto).

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In ultimo, c’era da immaginare come avremmo portato le nostre fedi in un modo che fosse diverso. E su questo le idee sono state chiare sin da subito: restando nel tema libri che tanto ci era piaciuto e che ci aveva portato a sceglierli come bomboniere da dare agli ospiti, ho pensato fosse carino realizzare un porta fedi utilizzando un vecchio libro. In un mercatino dell’usato ho comprato un libro della Reader’s Digest con la copertina di pelle e dal contenuto improbabile (la scelta non è stata casuale, visto il destino che gli era toccato in sorte) e l’ho pagato un euro e cinquanta. Poi con della stoffa bianca ricavata da un vecchio lenzuolo, ho cucito un cuscinetto riempiendolo con del cotone. L’ho poi ricoperto con un vecchio centrino d’uncinetto trovato in casa.

 

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L’obiettivo era quello di creare, tra le pagine del libro, un rettangolo. Tagliando le pagine affinché il cuscino potesse accomodarsi all’interno (pratica che, confesso, mi è comunque dispiaciuta. Anche se si trattava di un libro di alcun interesse). Ciò che ne è uscito fuori è stato questo:

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L’effetto finale è volutamente non preciso, mi piaceva desse l’idea di qualcosa che fosse vecchio in tutto, anche nella conservazione (seppur non avesse sin dalle origini quel genere di asportazione). Mi sembrava appartenesse ad un tempo lontano, mi affascinava immaginare che fosse arrivato da noi in quello stato. La copertina, che abbiamo lasciato intatta, ha permesso alla nostra damigella di portare tra le mani un semplice libro che poi, al suo interno, conteneva una preziosa sorpresa.

E potrei parlarvi ancora di un Guestbook realizzato da me, se solo non si fosse mal conservato dopo le tante mani che lo hanno tenuto, stretto, scritto, emozionandoci profondamente. Ma anche di tutto quello che invece non ho realizzato affatto ma che è stato frutto dell’emozione immensa e del tutto indescrivibile, di una gioia pulsante e forte come mai avrei creduto potesse esistere. Ma non so farlo, non posso farlo. E non lo farò. Lascio alla facile immaginazione tutto il resto, tutto quello che non si racconta e che rimane intimo e custodito. Torno per un attimo alla praticità e all’intento del mio post e vi raccomando, come sempre, a cercare quelle risorse nascoste in ognuno di noi e che sono utili alla realizzazione di oggetti che, sono certissima, possiamo realizzare tutti. Ognuno a suo modo, ognuno scovando ciò che è la propria interpretazione ma tutti in un modo che sia degno di nota. E poi, miei cari, cos’altro dirvi? SPOSATEVI, se potete, volete, lo state pensando, lo desiderate da tempo. Perché? Ma perché è una cosa semplicemente MERAVIGLIOSA! ♥

 

Bacini amorosi.

♥ ♥ ♥

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3 Commenti

  1. Micaela
    Postato 14/01/2015 at 12:24 pm | Permalink

    Bella Giusy!! Tutto rispecchia te, splendida come sei!
    E grazie Sara!
    Ciao nuvolette!!

  2. Postato 14/01/2015 at 1:08 pm | Permalink

    Infatti tutto sa di Giusy!
    Un abbraccio cara Micaela!

  3. giusy
    Postato 16/01/2015 at 11:05 am | Permalink

    Grazie, Micaela cara! <3
    Ti bacio fortissimo! :*
    (Grazie, Sara bellissima :) ).

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